Andalusia e Basilicata più vicine nel nome della buona pratica del PRELSI

Andalusia e Basilicata: territori per certi versi simili, per altri con profonde ed evidenti differenze. Ma, da oggi, sono due territori legati dalla condivisione di una buona pratica che nella Spagna del Sud, in particolare nel territorio della provincia di Huelva, sta portando risultati già dal 2018; in Basilicata può diventare punto di riferimento per creare buone pratiche nell’ambito del settore agricolo. Si tratta del PRELSI (Piano di Responsabilità Etica, Lavorativa e Sociale del Consorzio Interfresa), che è stato raccontato a Matera in una conferenza organizzata nell’ambito delle attività di progetto Com.&In. Competenze per l’integrazione in Europa, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020. L’iniziativa, durata due giorni, è stata organizzata dalla Regione Basilicata in collaborazione con Nova onlus, in qualità di partner tecnico di supporto del progetto.

Il Prelsi è un piano nato come strumento di automiglioramento del settore agricolo per contribuire a forme di cooperazione attente all’etica del lavoro e all’impegno sociale. La struttura poggia sostanzialmente su tre pilastri:  la formazione dei quadri intermedi, l’attivazione di servizi legali per analizzare possibili casi di abuso o condotta impropria; l’istituzione di un team di consulenti per l’integrazione, con i cosiddetti consultores de integracion, per dare a tutti i lavoratori, assunti nel loro Paese di origine e non, informazioni precise sulle normative del lavoro applicabile al loro caso. In Spagna il settore delle fragole e, in generale, dei frutti rossi impiega tra le 80mila e le 100mila unità all’anno. Di questi il 52% sono lavoratori spagnoli, il 20% provengono da paesi dell’Unione Europea e il restante da Paesi extra comunitari. In quest’ultimo gruppo sono circa 15mila le lavoratrici marocchine assunte direttamente nel loro Paese d’origine grazie agli accordi tra Spagna e Marocco e nell’ambito di un processo coordinato e supervisionato dai governi di entrambi i Paesi. Il progetto PRELSI è partito da qui, e oggi tutela non solo donne di nazionalità marocchina, ma tutti i lavoratori.

Il PRELSI è stato realizzato grazie al lavoro di Interfresa: nata nel 2006, è la prima associazione di categoria attiva nel comparto dei frutti rossi in Andalusia. Prodotti di qualità, a cominciare dalla fragola, che accomunano e non poco i territori lucano e andaluso.

E proprio tra Interfesa e Nova Onlus è stato sottoscritto un protocollo d’intesa per concretizzare e istituzionalizzare forme fattive di collaborazione. Un protocollo per «rimanere connessi – come ha spiegato  il Direttore generale del Consorzio Nova Gianpietro Losapio – per tutto il tempo che questo progetto articolerà le sue attività nel corso dei prossimi mesi e fino al 2022 inoltrato. Il protocollo dice che c’è un interesse reciproco a continuare questo scambio di conoscenza e valutare se ci sono le condizioni affinché parte di quel modello possa essere oggetto di un intervento anche qui in Basilicata. Ovviamente questo sarà oggetto di ulteriori approfondimenti con tutti gli stakeholder attraverso una valutazione della stessa Regione Basilicata, partner del Progetto Com.&In.».

«Il PRELSI è un progetto a medio e lungo termine – ha spiegato Francisco Ortega, Direttore finanziario di Interfresa e PRELSI – con una molteplicità di soggetti interessati. Trovo molto fattibile che questa esperienza possa essere in qualche modo replicata in Basilicata. Il senso della nostra presenza qui è trasferire la nostra esperienza in una regione che ha le nostre stesse problematiche e potenzialità. In questi quattro anni i miglioramenti sono stati tantissimi, in riferimento ai contratti, al modello di vita del personale e di tutta la catena produttiva e degli attori coinvolti».

«Quello che emerge da questo confronto – ha concluso Losapio – è sicuramente un grande interesse a valutare bene in che modo sia possibile che questa esperienza possa essere portata in Basilicata, anche in relazione ai vincoli normativi differenti tra Italia e Spagna. È una traiettoria possibile da seguire, in cui ciascuno fa la propria parte per cambiare il paradigma complessivo».

«La Basilicata guarda con molto interesse a questa esperienza spagnola, che punta a promuovere adeguate politiche di integrazione in ambito agricolo – ha detto Michele Busciolano, Capo di Gabinetto della Presidenza della Regione Basilicata -.  Le caratteristiche del nostro territorio, a cominciare dalla raccolta di frutti rossi, potrebbero adattarsi bene a questa best practice. In Spagna, l’evoluzione nel tempo e nella storia dei lavoratori migranti, soprattutto dal Nord Africa, si è assestata, e si è arrivati, attraverso una definizione normativa, alla realizzazione di questi piani che riescono a stabilire un’integrazione molto forte tra pubblico e privato e una fortissima concentrazione soprattutto delle imprese. Ricordo, infatti, che questi sono piani completamente finanziati delle imprese e non hanno necessità di essere finanziati dal pubblico».

La due giorni di incontri si è conclusa con tre diversi tavoli tematici paralleli, nei quali il confronto tra l’esperienza spagnola e quella lucana è stato utile per tracciare linee concrete di opportunità. In particolare si è discusso di quanto e come sia possibile replicare l’esperienza PRELSI in Basilicata adattandola alle realtà locali e di come sviluppare proposte di contrattualizzazione sostenibile che promuovano il lavoro agricolo e ci si è confrontati sulle similitudini e sulle differenze tra la figura del consultor de integraciòn e quella del mediatore culturale.

Le conclusioni sono state affidate al consigliere regionale Piergiorgio Quarto. «Accogliamo favorevolmente quanto fatto in questa due giorni – ha detto -. Una progettualità che punti solo a ciò che viene prodotto è fallimentare. È vincente, invece, una progettualità che metta al centro la qualità, la sostenibilità dei territori e l’etica del lavoro. Dobbiamo programmare affinché i migranti che arrivano in Basilicata per lavorare diventino stanziali. Non va disperso il lavoro fatto, come braccio operativo del Ministero, dal Consorzio Nova. Grazie a Nova le 5 regioni del sud Italia stanno diventando un pezzo importante del nostro Paese; un territorio che viaggia più veloce degli altri con una logica di valore».

L’iniziativa si è conclusa con la visita alle aziende OP Primo Sole a Montescaglioso, e Pantanello a Bernalda.

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