Creare una governance nuova in materia di immigrazione: a Potenza il primo laboratorio di cooperative learning di Com.In.4.0

Sono oltre 22.800 i cittadini stranieri residenti in Basilicata alla data del 31 dicembre 2020, con quantità che tracciano un sostanziale equilibrio numerico tra le province di Potenza e Matera (considerando, però, che quest’ultima ha una densità inferiore); tra le comunità più numerose ci sono quella romena e quella albanese, ma importanti presenze fanno contare anche quella marocchina e quella ucraina. E proprio a proposito di Ucraina, il delicatissimo momento storico inserisce il settore dell’immigrazione e dell’accoglienza in una fase emergenziale che ha necessità di essere affrontata in modo concreto. Ma è fondamentale riproporre dati relativi alla presenza di cittadini stranieri residenti in Basilicata, che sono quelli contenuti nel dossier immigrazione presentato ogni fine anno dal centro studi e ricerche Idos, per attivare una concreta e sinergica governance sulle tematiche legate all’immigrazione, mettendo in rete gli interventi esistenti che, seppur puntuali, sono frammentati e legati soprattutto all’emergenza.

Se ne sta discutendo nei laboratori di cooperative learning organizzati in Basilicata nell’ambito del progetto Com.In.4.0 – Competenze per l’integrazione, finanziato dal Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 – Obiettivo Specifico 2.Integrazione / Migrazione legale – Obiettivo nazionale ON 3 – Capacity building – lett. j) Governance dei servizi – Capacity building 2018.

Al primo incontro, organizzato a Potenza nella sede del Consiglio Regionale, hanno partecipato oltre 20 tra soggetti pubblici e privati che si occupano del tema accoglienza  e che, ora, sono chiamati a fare rete.

«Questo esercizio di costruire reti significa raccogliere competenze e ascoltare quello che soggetti collettivi, pubblici e privati, portano nella discussione in un tema così delicato come quello della presenza di persone straniere – ha detto Gianpietro Losapio, direttore del Consorzio Nova, supporto tecnico del progetto -. La Regione Basilicata, assieme al partenariato Com.In., lo fa da tempo e questa è stata anche occasione per sperimentare forme di amministrazione condivisa».   

«In Basilicata la presenza straniera è rappresentata in vari modi  – spiega Donato Di Sanzo, ricercatore – nel Vulture Alto Bradano c’è quella sporadica che si registra una volta all’anno con elementi di emergenzialità o, al tempo stesso, assistiamo a fenomeni di presenza molto più destagionalizzati; ci sono anche radicamenti storici di cittadini stranieri nelle nostre città e nei nostri paesi».

«Proveremo a raggiungere obiettivi tangibili – spiega Giovanni Casaletto, project manager Nova -, rima di tutto rianimare, attraverso il lavoro del capacity building, la legge regionale 13 sull’immigrazione. Uno strumento importante che, come spesso accade, rimane lettera morta. Attraverso questo lavoro condiviso metteremo a sistema l’orientamento che abbiamo registrato dagli uffici della Regione Basilicata per rilanciare i temi dell’immigrazione».

Al primo incontro hanno partecipato anche Giovanni Di Bello dell’Ufficio Speciale di Presidenza della Regione Basilicata; Gianpiero Perri, consulente scientifico della Presidenza della Giunta; Pierpaolo Inserra, ricercatore e formatore, responsabile Area ricerca e sviluppo del Consorzio Nova.

Il prossimo laboratorio di cooperative learning si svolgerà giovedi 17 marzo, a partire dalle 9.30, in modalità online. Obiettivo del modulo sarà quello di produrre, a partire da una conoscenza di base alla programmazione europea in vista del nuovo settennato 2021-2027 e alle risorse connesse a Next Generation EU, un approfondimento in merito alle risorse e alle opportunità disponibili (in particolare relativamente al Fondo Asilo Migrazione Integrazione).

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