Da Amburgo alla Calabria il modello One-Stop-Shop per l’integrazione dei migranti

Obiettivo del progetto Com.&In. – Competenze per l’integrazione in Europa è migliorare il sistema dei servizi e dei percorsi di inclusione sociale ed economica dei cittadini di Paesi Terzi attraverso il confronto, lo scambio e il trasferimento di soluzioni innovative ed efficaci per l’integrazione del sistema dei servizi tra Paesi membri.

Dopo un primo e intenso incontro avvenuto nel settembre 2019 ad Amburgo, Germania e Italia tornano a confrontarsi.

Sono infatti ripartite anche in Calabria le attività di progetto con la Conferenza di lancio della modellizzazione e il Living Lab sul modello One-Stop-Shop per il rafforzamento dei Centri per l’Impiego e dei Poli Sociali Integrati, in cui sono stati ospiti due rappresentanti del Hamburg Welcome Center (HWC) per presentare le nuove applicazioni del servizio W.I.R. Work and Integration for Refugees nella città di AmburgoOrganizzato dalla Regione Calabria e da Nova Onlus, partner tecnico di supporto del progetto, in collaborazione con il Goethe-Institut Rom, l’incontro ha avuto luogo giovedì 11 e venerdì 12 novembre 2021 a Lamezia Terme.

W.I.R. è un progetto congiunto guidato dal Dipartimento del Lavoro, Salute, Sociale, Famiglia e Integrazione di Amburgo in collaborazione con l’Agenzia per l’impiego Bundesagentur Fur Arbeit e il Jobcenter team.arbeit.hamburg. Il servizio è stato pensato per supportare i rifugiati in una rapida e sostenibile integrazione nel sistema educativo e nel mercato del lavoro, approfondendo le esigenze di integrazione dei singoli rifugiati e delle loro qualifiche, costruendo una rete efficace tra diversi servizi sulla base del modello One-Stop-Shop e sviluppando strumenti e misure ad hoc per il miglioramento dei processi di inclusione. Oggi, il progetto W.I.R. si è ufficialmente concluso, ma l’esperienza maturata al suo interno è stata ripresa e sviluppata ulteriormente dall’HWC.

Due sono gli obiettivi principali del Living Lab sulla buona prassi W.I.R.: far conoscere agli attori locali l’esperienza del HWC e del servizio W.I.R. della città di Amburgo e valutare gli elementi di trasferibilità della metodologia adottata dall‘HWC in un’ottica di rafforzamento dei Centri per l’Impiego e dei Poli Sociali Integrati al fine di facilitare l’inserimento sociale e lavorativo della popolazione straniera e consolidare ulteriormente la rete dei servizi in Calabria.

Il Living Lab si è concentrato in particolare su come la metodologia tedesca per l’inclusione socio-lavorativa dell’utenza straniera possa, con tutte le attenzioni dovute ai diversi contesti, fornire un modello di base che rafforzi i processi di formazione, l’orientamento professionale e le modalità di matching tra domanda e offerta di lavoro. La discussione tematica è stata un‘occasione per approfondire attivamente e riflettere insieme sul modello One-Stop-Shop applicato dal servizio W.I.R. come potenziale strumento per una presa in carico olistica della persona, che non si limiti ai soli aspetti formativi e lavorativi e coinvolga l’intero sistema di servizi territoriali.

Nell’ambito dell’integrazione sociale, lavorativa e sanitaria dei cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, ci si è confrontati sulla funzione dei centri per l’impiego, soggetti da anni a un’azione di politiche di potenziamento a livello nazionale e regionale, e sul loro ruolo in qualità di braccio operativo della Regione Calabria.

«Ringraziandovi per aver avviato questa riflessione e questo scambio di buone pratiche, colgo l’occasione per ricordare la mia partecipazione alla delegazione che nel 2019 fu ad Amburgo. Ho valorizzato molto l’esperienza fatta, utilizzandone i suggerimenti nell’ambito della nostra programmazione progettuale», ha esordito Roberto Venneri, Segretario Generale della Presidenza della Regione Puglia, capofila di progetto.

«Nel 2019 abbiamo cominciato con il piede giusto e ci siamo avvicinati a diverse esperienze. Abbiamo imparato a raccogliere le sfide che sono state portate sul nostro territorio dalla presenza straniera – ha poi spiegato Gianpietro Losapio, Direttore Generale del Consorzio Nova -. Il fenomeno dei flussi migratori porta le Regioni a far fronte a una situazione definita emergenziale, ma al contempo a svolgere il loro ruolo di enti di programmazione ordinaria, sia in termini di promozione delle politiche del lavoro che di promozione delle politiche di welfare. Nel corso dei mesi precedenti, abbiamo promosso un lavoro di ricognizione, un’analisi e una valutazione di diversi modelli di intervento realizzati in alcuni contesti europei e abbiamo approfondito alcune esperienze anche in Spagna e in Portogallo. Abbiamo confrontato queste esperienze con le politiche attuate dalle Regioni partner e, in linea con questo lavoro di analisi e di raccolta di esperienze, l’appuntamento di oggi è un’occasione per entrare direttamente nel vivo, fare domande, analizzare da vicino e comprendere, in un confronto tra rappresentanti, quanto queste esperienze possano avere un grado di trasferibilità, quanto possano contaminare i servizi e la programmazione degli interventi che in questo caso la Regione Calabria ha in serbo di fare in quest’ambito» .

Ulrike Tietze, Vicedirettrice del Goethe-Institut Rom ha proseguito, affermando che «sulla linea degli obiettivi culturali promossi dal Goethe-Institut, essere qui oggi, è per noi un lavoro particolarmente fruttuoso che ci permette di portare avanti i nostri focus strategici a livello europeo. Passo dopo passo, collaboriamo unitamente per realizzare un’Europa unita soprattutto nella sua diversità culturale. Una sfida che ci porta a essere sulla stessa lunghezza d’onda, a migliorare e affrontare insieme le difficoltà».

Ralf Probst, Direttore di Hamburg Welcome Center, ha raccontato che «nel 2019 abbiamo ricevuto l’incarico di sviluppare il modello del W.I.R., diventato poi l’HWC. Nato progressivamente, tramite un processo lungo e costantemente vivo, abbiamo creato un sistema di integrazione socio-lavorativa che possa soddisfare tutte le esigenze degli immigrati presenti sul territorio tedesco. Le procedure interne portano alla valutazione delle competenze professionali, delle qualifiche e del potenziale posseduto dai rifugiati per poter indirizzare loro all’accesso lavorativo qualificato tramite consulenze suddivise in tre canali, a seconda della fascia d’età dell’utente. Abbiamo messo a punto un processo che ci porti a riflettere e a valutare se i servizi erogati sono in linea con le esigenze degli utenti e a voler raggiungere una piena maturità delle strutture di consulenza e sostegno. Si è in cammino da gennaio 2021, da questa situazione di partenza, siamo a novembre. In qualità di primo contatto per l’integrazione socio-lavorativa dei rifugiati, il nostro obiettivo è rendere Amburgo una realtà attraente e qualificata, aumentare il potenziale dei lavorati qualificati stranieri e sostenere le imprese locali nel coprire il loro fabbisogno di manodopera qualificata».

Ahmed Qubaja, Responsabile del Servizio per il Mercato del Lavoro, rammenta che «l’Hamburg Welcome Center si rivolge sia ai lavoratori che alle aziende. Le offerte sono gestite da diversi enti e organizzazioni, ognuno è responsabile di diversi compiti, lavorando in maniera congiunta ci impegniamo per l’integrazione sociale e lavorativa dei rifugiati, migranti e immigrati. Tra i nostri servizi vi è la consulenza sulle qualifiche per accelerare gli aspetti procedurali attinenti all’inserimento socio-lavorativo della persona straniera in Germania, sulle questioni interculturali e sull’apprendimento del tedesco a fini lavorativi. In un processo strutturato, il nucleo delle nostre azioni è l’essere umano. A seconda dell’età dei migranti, sviluppiamo azioni di collocamento diversificate fatte su misura, cerchiamo di capire chi sono e cosa sanno fare».

Rosalba Barone, Dirigente di Settore del Dipartimento Lavoro, Sviluppo Economico, Attività Produttive e Turismo della Regione Calabria, descrive l’assetto dei principali 15 centri per l’impiego presenti in Calabria, sottolineando che si è attivato un potenziamento organico e infrastrutturale dei centri stessi in linea con lo scenario nazionale, rendendo omogeno e uniforme il livello essenziale delle prestazioni. Destinatari delle prestazioni essenziali dei CPI possono essere i disoccupati italiani e di origine straniera, regolarmente residenti sul territorio nazionale. Rivolgendosi ai colleghi tedeschi, la dottoressa Barone afferma che «gli elementi essenziali delle prestazioni destinate alle persone e alle aziende sono gli stessi che vengono proposti dal vostro centro di Amburgo. La nostra è una programmazione orientata al risultato».

«Cosa deve essere uno sportello unico? Cosa è per voi uno sportello unico?» sono gli interrogativi posti da Ralf Probst, oggetto di confronto per il tavolo tematico della seconda giornata del Living Lab.

Il dialogo acceso tra i rappresentanti dei centri per l’impiego e dei comuni calabresi con la delegazione tedesca ha portato all’individuazione di punti di forza, criticità e possibili elementi di trasferibilità dell’esperienza di W.I.R. e del HWC nel contesto italiano.

Gli attori locali hanno inoltre riflettuto su “se” e “come” costruire una rete locale per la strutturazione di un modello di offerta One-Stop-Shop che unisca più servizi territoriali in uno stesso luogo, con finalità di facilitare l’inserimento sociale e lavorativo della popolazione straniera. La discussione è stata strutturata in tre blocchi tematici, il primo dedicato alle constatazioni sulla realtà attuale del sistema dei servizi – in particolare dei CPI – in Calabria, il secondo a sollevare interrogativi reciproci e raccogliere informazioni sul funzionamento dei servizi di inserimento socio-lavorativo tedesco e calabro e il terzo ad avanzare prime proposte volte al rafforzamento del sistema dei servizi a livello locale alla luce di quanto appreso.

Da oggi e per il futuro, il flusso informativo tra la rete dei Centri per l’Impiego in Calabria e l’HWC di Amburgo è un canale aperto e attivo. I partecipanti alle due giornate di approfondimento sono giunti alla conclusione che, mantenendo attiva la collaborazione tra la realtà tedesca e quella italiana, il modello One-Stop-Shop potrebbe essere adattato e adottato anche in Calabria. Si chiudono così le due giornate con la promessa di continuare a ragionare attivamente su quanto scaturito dal Living Lab, promuovendo l’aggregazione dei soggetti istituzionali e del terzo settore a livello territoriale, consapevoli che un miglioramento non è solo auspicabile, ma possibile, se c’è la volontà.

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