Diritti individuali e diritti sociali: presentato il nuovo rapporto italiano

Il 25 giugno 2020 è stato presentato il nuovo Rapporto sullo stato dei Diritti in Italia, attualmente visionabile sul sito www.rapportodiritti.it.

Il Rapporto, stilato in maniera del tutto nuova ed innovativa, è un progetto attivo dal 2014 ad opera della Onlus “A Buon Diritto”, con il sostegno dell’Otto per Mille Valdese e metodista.
Compaiono diversi nomi, tra cui quello di Valentina Calderone, co-curatrice dello studio insieme ad Angela Condello, nonché direttrice di “A Buon Diritto” e Luigi Manconi, il presidente.
Obiettivo principale del suddetto progetto è quello di rendere tutti consapevoli che conoscere i propri diritti ed esseri coscienti del ruolo del Paese in cui si vive in relazione coi diritti stessi ci rende tutti liberi. Inoltre, il Rapporto preme sulla fondamentale nozione che non esistono diritti più importanti rispetto ad altri, così come non esistono diritti di serie b: che si tratti di diritti individuali (per cui molto spesso si lotta per poterseli vedere riconosciuti) o di diritti sociali, tutti sono importanti e tutti vanno tutelati e garantiti, in ugual modo.

Il Rapporto 2020, come abbiamo già accennato, ha una composizione completamente nuova: un team di professionisti, dai giornalisti ai ricercatori, dagli assistenti della raccolta dati ai grafici, ha collaborato e contribuito a lavorare al progetto, avvalendosi di grafici, storie, interviste ed articoli.
I temi su cui si sono soffermate le ricerche sono molteplici e ricoprono quelle che sono le esigenze di libertà nazionali: libertà di pensiero e di stampa, libertà di espressione, libertà di credo, diritto al lavoro, diritto alla salute, diritto all’abitare, autodeterminazione femminile, disabilità, ambiente, istruzione, migrazione ed integrazione, libertà di genere.

Per quanto riguarda il tema della migrazione e dell’integrazione che particolarmente ci tocca da vicino, dopo un excursus sulla storia degli ultimi anni viene fatta una riflessione sulla falsata percezione di una invasione in corso, sulla situazione del migrante in quanto tale e sull’opportuna necessità di migliorare questo aspetto sociale con modifiche mirate.

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