Il volto dell’umanità è l’unico che conosco!

Istituito nel 2003, UNAR – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali è l’ufficio riconosciuto dallo Stato italiano per garantire il diritto alla parità di trattamento di tutte le persone, indipendentemente dalla loro origine etnica o razziale, dalla loro età, dal loro credo religioso, dal loro orientamento sessuale, dalla loro identità di genere o dal fatto di essere persone con disabilità.

L’ufficio si occupa principalmente di monitorare i fenomeni connessi a qualsiasi tipo di discriminazione, di valutare e proporre possibili soluzioni, di promuovere e sensibilizzare una cultura del rispetto del prossimo e dei diritti altrui, di sostenere concretamente ogni vittima.
Ogni anno, in occasione della celebrazione mondiale della “Giornata per l’eliminazione delle discriminazioni razziali” fissata in data 21 marzo, viene realizzata la “Settimana di azione contro il razzismo”, un appuntamento aperto al pubblico e ricco di eventi di vario genere.

Anche quest’anno era stato minuziosamente organizzato un calendario dal 16 al 22 marzo, ricco di eventi culturali, sportivi e di sensibilizzazione, in collaborazione con vari enti nazionali, ma vista l’emergenza sanitaria che sta coinvolgendo l’Italia ed il mondo, si è dovuto provvedere a trovare una soluzione alternativa. UNAR ha, quindi, avviato una campagna social per permettere a tutti di stare uniti, anche se lontani e dunque solo virtualmente, in nome della solidarietà e dell’uguaglianza. Considerate le circostanze purtroppo poco rosee, quest’anno protagonista indiscusso della “Settimana di azione contro il razzismo” è colui che protegge e salva il prossimo, che sia un medico in corsia, un operatore sociale su una barca, un volontario che distribuisce pasti caldi in strada o chiunque altro. In poche parole, si celebrano i “volti dell’umanità”.

Molti hanno abbracciato questa causa ed hanno risposto positivamente all’invito di condividere sui profili social istituzionali dell’UNAR un proprio selfie, con una U simbolica disegnata sul viso e l’hashtag “maipiurazzismo”. Se si lotta insieme si può vincere, anche da lontani.

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