Impact Puglia: conclusa la Winter School, al via i Living Labs

Il progetto IMPACT, Integrazione dei Migranti con Politiche e Azioni Co-progettate sul Territorio, raggruppa una serie di attività realizzate a livello regionale per ridurre la dispersione scolastica degli alunni stranieri, promuovere l’accesso ai servizi territoriali dei migranti, realizzare servizi di informazione istituzionale sul tema dell’immigrazione e incoraggiare la partecipazione attiva dei migranti alla vita delle comunità locali.

Da diversi anni la Puglia promuove e lavora nell’ambito della progettazione e dell’ascolto delle realtà territoriali, puntando al rafforzamento di una governance multilivello in grado di sviluppare strumenti e spazi sempre più inclusivi e sostenibili, capaci di generare reti e trasformazioni nei territori e nelle comunità. In questa prospettiva si colloca la Winter School Regionale “Coprogettare e innovare i servizi per le cittadine e i cittadini stranieri” rivolta ai responsabili di servizi pubblici e del Terzo settore presenti sul territorio.

Il percorso di formazione, dedicato a temi decisivi per la promozione di pratiche di innovazione dei servizi di accoglienza, inclusione e partecipazione dei cittadini stranieri in Puglia, si è sviluppato nei mesi di dicembre e gennaio in cinque incontri in modalità webinar, giungendo al suo incontro conclusivo martedì 11 gennaio 2022.

L’incontro, all’insegna della condivisione e del confronto reciproco per approfondire le molteplici azioni messe in atto e indirizzarsi verso nuove prospettive future, ha visto un grande coinvolgimento per questo momento finale che guarda alle realtà territoriali pugliesi partendo dall’analisi delle esperienze maturate.

Durante la prima parte dell’incontro è stato presentato il laboratorio di formazione sulla progettazione partecipata promosso da Bastien Fillon, esperto di progetti interculturali e di solidarietà delle Officine Cittadine, associazione che si impegna a favorire la partecipazione nella realizzazione di una società democraticamente fondata, socialmente equa, ecologicamente sostenibile e diversificata culturalmente.

Stabilendo condizioni ad hoc che permettono alla gente di esprimersi, scambiare idee e partecipare concretamente alla vita democratica, si rivalorizza il potere di agire dei cittadini. In questa prospettiva il dibattito pubblico abbandona un’impostazione classica, accentua il senso di accoglienza e scende in piazza, tra i luoghi della gente, per risvegliare lo spirito critico dei cittadini.

Favorendo la partecipazione cittadina si alimentano le relazioni sociali. Con questo approccio educativo si sviluppano metodi attivi, partecipativi, ludici e non formali che tendono a instaurare la comprensione e l’apertura verso il prossimo. Gli spazi di espressione si arricchiscono di dispositivi che agevolano l’incontro e il dibattito.

Come illustra Bastien, a cui va il merito di aver instaurato un’interazione speciale tra la Puglia e la sua terra natia, la Francia, il Portatore di parola è lo strumento che viene utilizzato per creare nuovi linguaggi, dare valore al punto di vista di ogni cittadino, creando uno spazio di ascolto attivo gratuito.

Nello specifico, il Portatore di parola è un laboratorio che utilizza aree e spazi pubblici per raccogliere le opinioni dei cittadini creando un mosaico della diversità di pensiero. Usando una domanda che intenzionalmente fa appello ad esperienze comuni, i passanti si impegnano a discutere su un certo tema. La domanda e le sue risposte sono poi riportate su grandi pannelli collocati in aree pubbliche per facilitare le interazioni, affinché l’indagine prosegua e s’instauri un dibattito.

L’educazione alla cittadinanza globale in strada promuove un processo di sensibilizzazione attiva che rappresenta un percorso innovativo e strutturato di partecipazione, in cui sono chiaramente definiti l’obiettivo, i risultati attesi, le fasi di lavoro, gli attori, i tempi e le modalità con cui avviene l’interazione. La partecipazione è l’esercizio della democrazia.

È importante avere una conoscenza multilivello dei problemi che riguardano non solo il cittadino, ma tutta la collettività, nella consapevolezza comune di essere continuamente interconnessi, come ci insegna la metodologia interculturale. In quest’ottica si collocano le buone pratiche promosse dall’associazione l’an 02 di Marsiglia secondo il metodo di Saul Alinsky. Intorno agli anni Trenta del secolo scorso, Alinsky teorizzava un nuovo approccio per dar voce alle comunità territoriali. Il community organizing è un insieme di pratiche che permette di formare leader territoriali e creare organizzazioni civiche apartitiche e indipendenti per la rigenerazione urbana, lo sviluppo territoriale e l’inclusione sociale. Questo metodo punta a diffondere una metodologia di natura civica per dar vita a organizzazioni orientate al bene comune.

Dar voce alle comunità e ascoltare le associazioni presenti sul territorio riattivando i processi dal basso sono punti cruciali per poter attuare un cambiamento, una rinascita. Il community organizing è un progetto di giustizia sociale che guarda all’individuo, alla persona, ai gruppi di quartiere dando voce a leader capaci di motivare e coinvolgere in modo sano intere comunità partendo dalle minoranze e dalle popolazioni svantaggiate.

Come sottolineato da Bastien Fillon: «Questi processi partecipativi permettono di valorizzare una programmazione strategica che ci permetterà di creare un vero sviluppo sostenibile per il bene comune della comunità».

Nell’arco della giornata sono emerse molteplici sfaccettature di valutazione, le potenzialità, le criticità incontrate e le debolezze delle azioni messe in atto. Processi partecipativi, dimensione collettiva accogliente, innovazione sociale e progettazione partecipata sono solo alcune delle tematiche sviluppate dai soggetti coinvolti e che troveranno seguito.

Ci si saluta oggi, proiettati al futuro. Dopo la Winter School Regionale, prenderanno il via i LIVING LABS, Laboratori Territoriali di Progettazione Partecipata per l’innovazione sociale dei servizi per l’inte(g)razione per le aree di Bari, Lecce, Foggia. Sperimentare per innovare è il percorso strutturato in tre incontri multistakeholder in modalità webinar dedicato ai responsabili di servizi pubblici e privati per i cittadini stranieri presenti nelle tre province. L’obiettivo, come suggerisce il titolo scelto per gli incontri, è provare a sperimentare gli strumenti e le pratiche della co-progettazione per arrivare alla creazione di proposte per lo sviluppo di idee progettuali innovative nell’ambito dei servizi per i cittadini stranieri nei territori di riferimento.

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