Laika in Bosnia. Arte e diritti

La street artist romana Laika ha installato in Bosnia le sue opere grafiche per denunciare l’emergenza umanitaria alle porte dell’Europa: “Ho voluto vedere con i miei occhi quali fossero le condizioni di migliaia di persone bloccate alle porte dell’Europa. Freddo, scarsità di cibo ed acqua e violenza da parte della polizia ogni volta che si prova ad entrare in Croazia: è questa la terribile routine dei migranti sulla rotta balcanica. Non c’è nulla di umano nel vivere così”, queste le parole della street artist. Nelle località di Lipa, Bihac e Velika Kladusa, nel Cantone dell’Una Sana, attraverso una serie di poster, l’artista ha denunciato i respingimenti sulla rotta balcanica e le inconsistenti misure UE per la tutela di questi migranti. Vari poster, le cui matrici originali sono 4 opere grafiche, sono stati affissi nei luoghi simbolo per la vita e la sorte dei migranti.

Le forti immagini realizzate da Laika sono: un uomo di spalle con la schiena sfregiata dalle violenze della polizia di frontiera e le cui cicatrici formano le lettere EU, un bambino con le lacrime congelate, una donna che grida “HELP!” alla Presidente della Commissione Europea Ursula Gertrud von der Leyen che però si tappa le orecchie ed una bambina che salta una corda di filo spinato fra due militari. Le installazioni evidenziano le ipocrite politiche di confine europee e il tradimento dei valori comunitari. Ogni giorno, a scapito di persone vulnerabili e indifese.

Questo articolo proviene da https://calabria.integrazione.org/laika-in-bosnia-arte-e-diritti/