L’emergenza per i soggetti vulnerabili

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, conosciuta con l’acronimo Agia, è un organo monocratico italiano, istituito nel 2011 e con sede a Roma, che si occupa di promuovere l’attuazione dei diritti dei minorenni, seguendo le misure previste dalla convenzione di New York.
Responsabile di tale organo è Filomena Albano, la quale alcuni giorni fa ha scritto una nota indirizzata al Presidente Giuseppe Conte, nella quale esorta a porre l’attenzione su questi soggetti vulnerabili in periodo emergenziale.

La Garante inizia con una premessa in cui illustra l’importanza di prendere provvedimenti seri e concreti per tutelare tutti i giovani su cui l’emergenza Covid-19 ha una incisione particolare, quali ad esempio i minorenni con disabilità, quelli che vivono fuori famiglia, quelli che versano in condizioni di povertà economica ed educativa o in condizioni di marginalità sociale, i figli dei genitori detenuti, quelli che vivono in famiglie problematiche, i figli di genitori separati, i ragazzi inseriti nel circuito penale.

Costretti a vivere isolati per una tutela sanitaria e non potendo andare a scuola, questi ragazzi rischiano di perdere la continuità nel percorso che stanno gradualmente affrontando per rimanere al passo con la società che li circonda, per cui è fondamentale tenere presente la loro situazione e non lasciarli da soli, abbandonati a loro stessi. Auspicando una collaborazione efficace con le istituzioni, Filomena Albano conclude la nota proponendo che sia incentivata una rete continuativa dei servizi offerti fino ad ora, che siano essi sostegno economico, scolastico, sociale o psicologico, anche a livello regionale; propone inoltre che siano mantenuti i rapporti tra i giovani e le loro famiglie, anche se a distanza, soprattutto nei casi in cui questi rapporti sono limitati per varia natura; per quanto riguarda i minori stranieri non accompagnati, la Garante chiede che le misure di accoglienza siano prorogate fino a fine emergenza, per garantire stabilità, occupandosi anche di un aiuto concreto rivolto agli operatori che hanno stretti rapporti con loro.

La pandemia in atto ha cambiato la vita di tutti e tutti dobbiamo lavorare per riuscire a tornare presto alla normalità, ma è indispensabile aiutare i soggetti più vulnerabili, perché sono loro che risentiranno maggiormente del cambiamento.

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