Puglia e Spagna a confronto per l’insediamento di famiglie migranti nei piccoli centri della Capitanata

Obiettivo del progetto Com.&In. – Competenze per l’integrazione in Europa è migliorare il sistema dei servizi e dei percorsi di inclusione sociale ed economica dei cittadini di Paesi Terzi attraverso il confronto, lo scambio e il trasferimento di soluzioni innovative ed efficaci per un’integrazione totale dei servizi tra Paesi membri.

A partire dal 2014, le cinque Regioni del Sud Italia, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia si sono rese protagoniste di un lavoro congiunto che, con la firma di un Memorandum sottoscritto nel 2016, ha dato vita a un programma strategico e ben strutturato di cooperazione e sinergia in relazione alla necessità di migliorare la governance del fenomeno migratorio partendo dai propri territori.

Mercoledì 9 e giovedì 10 marzo 2022, i partner si sono dati appuntamento in Puglia per portare avanti le attività di progetto con la Conferenza di lancio della modellizzazione e il Living Lab sul modello spagnolo Nuevos Senderos. L’incontro è stato organizzato dalla Regione Puglia e da Nova Onlus, che nel ruolo di partner tecnico di supporto del progetto contribuisce ad accompagnare le amministrazioni in questo processo di cooperazione e attivazione di azioni di capacitazione istituzionale e comunitaria.

Tra le buone pratiche emerse durante gli incontri transnazionali, il progetto Nuevos Senderos, attivo in Spagna dal 2001, è una risorsa importante per lo sviluppo di piani di insediamento accoglienti, promuovendo l’inserimento sociale e lavorativo di singoli e famiglie di origine straniera nei comuni rurali soggetti a processi di spopolamento in diverse Comunità Autonome della Spagna.

Basandosi su una strategia win-win, da una parte dà la possibilità a migranti che vogliono vivere in zone rurali di costruire lì un progetto migratorio di successo e, dall’altra, offre alle comunità locali la possibilità di mantenere aperte le infrastrutture esistenti che, per mancanza di abitanti, rischierebbero di chiudere (ambulatorio medico, scuola elementare, trasporto pubblico adeguato) e allo stesso tempo di avviare nuove attività che possano contribuire allo sviluppo del territorio (B&B, pasticceria, punto vendita di prodotti locali, ecc.).

Le giornate passate insieme sono state una piacevole occasione formativa per conoscere e approfondire il progetto Nuevos Senderos grazie anche agli interventi della referente della Commissione per lo Sviluppo Rurale della Fondazione CEPAIM, al sindaco di Cama?s in Aragona, che aderisce al progetto, e grazie alle esperienze che i diversi attori del territorio pugliese hanno voluto condividere, favorendo così l’individuazione e l’analisi dei possibili elementi di trasferibilità alla luce del contesto regionale pugliese, più specificamente della Capitanata.

Dando il benvenuto ai presenti, Letizia Cesarini, project manager di Com.&In., ha affermato: «Ci sono molte aspettative per questo progetto transnazionale. È un lavoro di ricerca e azione che ho visto crescere e che portiamo avanti da più di vent’anni. Ogni buona pratica ha la possibilità di diventare progetto e la Puglia ci ha visto bene nel voler approfondire la buona pratica realizzata in Spagna».

Rosa Barone, assessore alle Politiche di Benessere Sociale e Pari Opportunità della Regione Puglia, lieta di prendere parte all’evento ha dichiarato: «Sono veramente contenta di questo racconto di buone pratiche che oggi faremo. Io sono della Capitanata, sono di Foggia, il territorio che viene interessato da questo scambio, da questa interazione a più livelli. Questo racconto diventa motivo di esperienza e di interesse. Stiamo portando avanti un’integrazione sociale che, coinvolgendo nuovi cittadini e grazie alla loro forza lavoro, ci permette di portare avanti l’economia rendendo l’integrazione sociale un processo vivo».

Nella stessa direzione Antonio Tommasi, dirigente della Sezione sicurezza del Cittadino, Politiche per le Migrazioni e Antimafia sociale della Segreteria Generale della Presidenza della Regione Puglia, ha ribadito: «Siamo molto contenti di questa occasione che ci porterà a comprendere l’esperienza che state portando avanti dal 2001. Questo processo di integrazione garantisce a cittadini provenienti da zone svantaggiate di potersi inserire in un contesto sociale attivo che accoglie e integra. Abbiamo l’occasione per poter trasformare una criticità in un’opportunità, creando le condizioni migliori di esistenza e integrazione, consentendo attraverso questo percorso un’azione di rivitalizzazione di quei piccoli comuni della Capitanata soggetti a spopolamento. Siamo in sintonia con la vostra esperienza».

Simona Venditti, assessore alle Politiche Sociali del Comune di San Severo, coinvolgendo i presenti in un’analisi di contesto ha raccontato: «Il nostro territorio, la Capitanata, è peculiare così come lo è il fenomeno migratorio connesso alla presenza stagionale di manodopera. Dall’attività svolta sul campo, negli insediamenti spontanei, è lapalissiano come il servizio di tutela e assistenza legale, nonché quello di riconoscimento delle residenze, siano quelli maggiormente richiesti ai nostri sportelli di ascolto dedicati, atteso che il problema dei documenti è quello maggiormente sentito e ciò sia per immaginare un percorso di autonomia sia per garantirsi una sicura circolazione sul territorio nazionale volta ad assecondare le esigenze di lavoro. Le migliori condizioni di vita e l’accesso agevolato ai servizi, al lavoro e al trasporto innescano processi di stanzialità che si devono coniugare con livelli di integrazione più performanti».

Portando avanti i lavori, la delegazione spagnola ha presentato la storia, la metodologia, i successi raggiunti, le difficoltà incontrate e le prospettive future del percorso ventennale che, presente in 11 regioni, mira a favorire l’inserimento sociale e lavorativo rivitalizzando il tessuto sociale soggetto da anni a spopolamento e invecchiamento. I risultati raggiunti ci parlano di 230 persone coinvolte nell’itinerario di integrazione socio lavorativa e mobilità geografica progettato ad hoc sulla base dei bisogni dei cittadini e delle cittadine e della popolazione autoctona. Suddivisi in gruppi di lavoro, i partecipanti hanno analizzato le quattro fasi implementate nei territori rurali.

Al termine della conferenza regionale che ha portato i presenti ad esaminare i contesti di insediamento per migranti in Puglia, la discussione tematica intrapresa ha permesso di verificare i punti di contatto tra l’esperienza spagnola, quanto si sta portando avanti in Puglia e quali elementi è possibile importare e trasferire al contesto regionale.

Dati ormai consolidati dimostrano che le nostre regioni, storicamente di transito, sono diventati luoghi di soggiorno a lungo periodo. In un’ottica di riflessione e riproduzione, l’analisi, lo studio e gli approfondimenti emersi nel corso delle due giornate hanno permesso l’elaborazione di progetti pilota da poter realizzare nella propria programmazione futura.

Il patrimonio raccolto da questo progetto di scambi fornisce i punti chiave per poter congiungere e connettere politiche di contrasto allo sfruttamento e forme innovative di accoglienza dedicate a specifici nuclei. Accomunati da un unico grande obiettivo, gli attori hanno riflettuto attivamente sul voluminoso potenziale che questi scambi transnazionali rappresentano quale strumento da utilizzare per promuovere una società solidale e interculturale, attenta a tutelare i diritti di ogni singolo cittadino.

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