Rete del Lavoro Agricolo di Qualità, un obiettivo comune

Contrastare il fenomeno dello sfruttamento lavorativo e del lavoro irregolare in agricoltura attraverso la realizzazione di un’azione di sistema interregionale mirata alla prevenzione, all’assistenza, all’integrazione e all’accompagnamento al lavoro regolare è la finalità cardine del progetto “Di.Agr.A.M.M.I. Nord: diritti in Agricoltura attraverso Approcci Multistakeholders e Multidisciplinari per l’integrazione e il Lavoro Giusto”.

Nell’ambito del progetto, mercoledì 15 giugno, nella nuova sede AGCI a Roma, si è svolto il seminario di approfondimento “Opportunità per le imprese e promozione della Rete del lavoro agricolo di qualità”.

L’incontro, in modalità mista, in presenza e videoconferenza, ha mostrato alle cooperative agricole e alle imprese il progetto e l’obiettivo comune di promuovere e conseguire, come da progetto, l’iscrizione delle aziende agricole alla Rete del Lavoro Agricolo di Qualità.

La Rete del lavoro Agricolo di Qualità, promossa dal Mipaaf e istituita presso Inps dall’art. 6, DL 91/2014 ha l’obiettivo di garantire una sorta di certificazione di qualità o etica, afferente al non utilizzo di lavoro nero per le imprese, favorendo in prospettiva, anche attraverso le grandi reti di distribuzione, una via “privilegiata” per tali imprese.

La rete del lavoro agricolo di qualità infatti nasce con l’intento di arginare il fenomeno del caporalato nel settore agricolo del nostro Paese, quale strumento di contrasto del fenomeno del lavoro sommerso e irregolare.

Ad animare i lavori illustri relatori che, presenti per l’occasione, hanno presentato il progetto e analizzato tematiche, iniziative e piani futuri.

In apertura dei lavori, Filippo Turi, Direttore Generale AGCI, ha salutato i presenti affermando: «L’appuntamento di oggi per me è particolarmente importante perché il progetto che si sta portando avanti ha una valenza rilevante. Ci troviamo ad essere al centro di un fenomeno complesso da gestire, dove tutte le forze dovrebbero intervenire. Il nostro Paese ha la necessità di dare delle risposte a persone che cercano condizioni di vita migliori. Con le nostre forze dobbiamo dare delle risposte ai lavoratori realizzando un’emancipazione economica, culturale e sociale. Vogliamo offrire un valido contributo in quanto rientra nel DNA della nostra associazione portare avanti quel messaggio sviluppato dai nostri padri fondatori».

Enrico Casola, Presidente Consorzio Ruini Impresa Sociale, ha ribadito: «Vi ringrazio per quest’opportunità morale e sfida operativa. Per le cooperative è importante rientrare nei discorsi dell’integrazione e della salvaguardia dei diritti dei lavoratori. La lotta contro il caporalato rappresenta un impegno, un progetto che le nostre cooperative aspettavano da anni. Siamo in un periodo in cui è fondamentale promuovere il lavoro dignitoso e soprattutto incoraggiare le imprese».

Carmela Morabito, Coordinatrice regionale Lazio del Progetto e Cooperativa Parsec, ha raccontato che «la peculiarità di questo progetto è mettere insieme dei mondi diversi: il terzo settore, il sindacato e il mondo datoriale. Siamo qui oggi per connettere i punti di queste tre realtà. Si sta creando un mondo datoriale sano, virtuoso che fa dell’etica e dell’inclusione i propri valori. É necessario creare dei collegamenti e sinergia tra le imprese e le cooperative partendo da un’analisi del territorio e dei bisogni per poter dare una risposta concreta».

Continua la discussione tematica Davide Fiatti, Segretario nazionale FLAI CGIL, rammentando che «il mondo agricolo è una realtà particolare. Il problema dello sfruttamento lavorativo è fondamentale. Ci sono degli obiettivi da raggiungere e un target preciso. Siamo entrati in maniera convinta in questo progetto perché queste progettualità permettono di instaurare una rete di collegamenti e sinergia di conoscenze e capacità da custodire per il futuro».

«I diritti umani e dei lavoratori sono tematiche di natura sociale che richiamano tutti quanti noi a una responsabilità. La situazione complessiva della manodopera non è attualmente particolarmente favorevole. É evidente che si debba creare una base sociale che sia dignitosa per tutti. Ciò che il nostro Paese e il settore agricolo hanno creato in più di trent’anni è un sistema di relazioni sindacali che ha raggiunto un buon funzionamento e buoni risultati. L’auspicio è che questo patrimonio venga recuperato per poter essere elemento di integrazione» ha dichiarato Claudia Merlino, Direttore nazionale CIA.

In chiusura dei lavori, Andrea Battiston, Capo della segreteria tecnica Ministro Patuanelli, ha affermato: «Dobbiamo essere più forti tutti insieme. Un mondo agricolo più forte, che garantisce una maggiore redditività, assicurerà maggiori e migliori condizioni di lavoro ai propri dipendenti».

Vincenzo Castelli, Coordinatore nazionale del Progetto Di.Agr.A.M.M.I. di Legalità al centro-nord – Consorzio Nova, ha aggiunto: «Moltissimi partner e storie di vita diverse sono state la ricchezza di questo progetto. Abbiamo realizzato molti seminari, azioni di capacity building e formazione degli attori e delle reti del Terzo Settore. Abbiamo messo insieme un patrimonio che lasciamo a disposizione per il futuro».

Il seminario ha proiettato i presenti nella prospettiva di comprendere che solo creando dei forti ponti tra le differenti realtà coinvolte si potrà integrare il discorso della virtù lavorativa dei lavoratori migranti sviluppando un metodo collaborativo e un dialogo continuo che, coinvolgendo realtà nazionali, regionali e comunali, abbracci una prospettiva di lungo periodo.

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