Ritorno volontario assistito e Covid-19

Il ritorno volontario assistito, più comunemente chiamato rete RVA, è la possibilità che hanno gli stranieri presenti sul territorio italiano, che lo desiderano, di ritornare nel loro paese di origine.
Questa rete offre allo straniero che dichiara di avere intenzione e volontà di tornare in patria una assistenza organizzativa e finanziaria per affrontare il viaggio, nonché un sostegno di reintegrazione per i cittadini extra UE, il tutto su un sistema che prevede incontri formativi e di sensibilizzazione, l’accompagnamento ed il disbrigo delle pratiche burocratiche.

In questo particolare periodo storico che stiamo vivendo, tenendo comunque conto della presenza di una ordinanza che vieta lo spostamento fisico delle persone per evitare il diffondersi dei contagi e per limitare i focolai attivi, è necessario tenere presente l’eventualità di un aumento delle richieste di ritorno volontario assistito.

Partendo dal presupposto che al momento è del tutto esclusa la reale fattibilità dello spostamento, è possibile rivolgersi agli enti competenti per dichiarare la propria intenzione di trasferirsi ed iniziare l’iter burocratico, in maniera telematica e quindi sicura dal punto di vista sanitario, o chiamare il numero verde 800-200071.

Vi sono diversi progetti in corso nelle mani di vari enti attuatori, a seconda della nazionalità di provenienza del richiedente. Al momento, tutti i progetti operano in modalità telematica, per cui è possibile chiamare il numero competente per iniziare la pratica, seguire gli incontri virtuali tramite varie piattaforme di comunicazione interattive per avere una sorta di orientamento, formalizzare ed inviare la pratica, la quale verrà in porto solo nel momento in cui si supererà l’emergenza Covid-19 e non vi sarà più l’ordinanza restrittiva per gli spostamenti.

Sono stati individuati dei rappresentanti regionali ed istituiti dei Focal Point sul territorio, ai quali rivolgersi per avere indicazioni ed assistenza. Per quanto riguarda la Calabria, coloro che ne hanno intenzione, possono rivolgersi al numero 339-3093778 o all’indirizzo e-mail gcacciola@iom.int.

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