Prima di una fotografia, prima di un film, c’è un tempo dedicato a capire: un luogo da conoscere, una persona da ascoltare, una domanda che chiede di andare più a fondo.
Le masterclass di Ignoti alla città 2026, rassegna curata dalla consorziata Nova Camera a Sud, ci portano dentro questo lavoro, attraverso l’esperienza del fotogiornalista Michele Lapini e del regista Francesco Cordio. Due incontri per esplorare come si costruisce un racconto per immagini, dalla crisi climatica alle storie e alle lotte che attraversano il cinema documentario. Si parlerà di pratica sul campo, scelte di linguaggio e responsabilità verso le persone e le realtà che si raccontano.
Si comincia sabato14 novembre con “Fotografia e crisi climatica, che fare?”, masterclass con Michele Lapini a partire dalle 10.00 nel Palazzo Roberti di Mola di Bari.
Come si racconta una crisi che non è solo ambientale, ma riguarda ogni aspetto del modo in cui viviamo? La fotografia può aiutarci a vedere ciò che spesso resta fuori campo: le conseguenze della crisi climatica sui territori, sulle comunità e sulla vita quotidiana delle persone.
È da queste domande che parte la masterclass di Michele Lapini, fotogiornalista freelance di base a Bologna. Da anni documenta l’impatto della crisi climatica in Italia e segue le lotte dei movimenti sociali e ambientalisti. Cofondatore del collettivo Arcipelago-19, ha pubblicato su testate italiane e internazionali, tra cui Internazionale, The Guardian, El País e Nature. Nel 2021 ha vinto l’Environmental Photographer of the Year nella categoria «Paesaggi futuri» e l’Italian Sustainability Photo Award per la migliore fotografia singola. Sarà un incontro per entrare nel suo lavoro sul campo, scoprire come nasce un racconto fotografico d’inchiesta e riflettere su cosa significa documentare una crisi che ci riguarda tutti
Si prosegue domenica 15 novembre con “Il taglio del reale. Vent’anni di cinema documentario, storie e lotte”, masterclass con Francesco Cordio a partire dalle 16.00 sempre a Palazzo Roberti.
Raccontare il reale non significa soltanto mostrare ciò che accade. Significa scegliere da che parte guardare. Da vent’anni, il cinema documentario attraversa storie, conflitti e lotte, dando spazio a chi troppo spesso rimane ai margini della narrazione. Ma come si costruisce un racconto capace di restituire la complessità del mondo senza perdere di vista le persone? Se ne parlerà con Francesco Cordio, regista e documentarista romano. Diplomato all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, proviene dal teatro e lavora nel documentario dal 2002. Tra i suoi film figurano Inti-Illimani – Dove cantano le nuvole, Tutti giù per aria, dedicato alla vicenda Alitalia, e Lo Stato della follia, sugli ospedali psichiatrici giudiziari. Alla ricerca sulle questioni sociali affianca un lungo lavoro in ambito musicale, con documentari e collaborazioni con artisti come Daniele Silvestri, Niccolò Fabi e Max Gazzè. Un’occasione per entrare nel processo creativo del documentario, tra scelte di regia, impegno civile e memoria collettiva.
Entrambe le masterclass sono gratuite, con prenotazione obbligatoria tramite form online, raggiungibile ai link di seguito:
“Fotografia e crisi climatica, che fare?”, masterclass con Michele Lapini
“Il taglio del reale. Vent’anni di cinema documentario, storie e lotte”, masterclass con Francesco Cordio
