Negli spazi della Prefettura di Barletta-Andria-Trani si è tenuto l’evento finale del progetto S.Pr.INT.3 Strategie, PRogrammi innovativi, INTerventi multistakeholder, finanziato nell’ambito del Fondo Europeo Asilo Migrazione e Integrazione (FAMI), promosso nell’ambito delle azioni volte al rafforzamento dei servizi pubblici territoriali e alla promozione di modelli di intervento più accessibili, equi e inclusivi.
L’evento ha rappresentato un momento di restituzione delle attività implementate e di confronto collettivo tra amministrazioni pubbliche, enti del Terzo settore e attori del territorio, impegnati nella costruzione di sistemi di welfare più integrati e rispondenti alle esigenze dei cittadini migranti presenti sul territorio.
In apertura dei lavori, i saluti istituzionali, a cura di Flavia Anania, Prefetto di Barletta Andria Trani, Eleonora Corsaro, Viceprefetto Vicario del Direttore Centrale per le Politiche Migratorie, Autorità Fondo Asilo Migrazione e Integrazione – Ministero dell’Interno e Aida Viti, Dirigente Area IV Prefettura Barletta Andria Trani, hanno sottolineato il valore strategico della collaborazione interistituzionale e della rete territoriale quale elemento essenziale per garantire l’effettiva accessibilità dei servizi e la riduzione delle disuguaglianze nell’accesso alle opportunità pubbliche.

Nel corso della giornata sono state presentate le principali azioni sviluppate e i risultati conseguiti dal progetto S.Pr.INT.3, con particolare riferimento ai percorsi di sperimentazione attuati sul territorio. Tra i risultati più significativi conseguiti nel corso dell’attuazione del progetto si evidenzia la definizione, la condivisione e la sottoscrizione di due protocolli di collaborazione istituzionale, finalizzati a rafforzare il coordinamento tra soggetti pubblici e Terzo settore e a strutturare modalità di intervento integrate e permanenti a livello territoriale. Tale risultato rappresenta un avanzamento rilevante nel processo di consolidamento della governance multilivello dei servizi, favorendo una maggiore integrazione tra competenze, risorse e funzioni.
Ampio spazio è stato dedicato alla presentazione dei servizi sperimentali di mediazione interculturale e orientamento, sviluppati nell’ambito del progetto per facilitare l’accesso ai servizi territoriali e accompagnare le persone nei percorsi di conoscenza e utilizzo delle opportunità disponibili. Le esperienze realizzate hanno evidenziato come la mediazione interculturale rappresenti uno strumento strategico non solo di supporto linguistico, ma soprattutto di facilitazione dei processi di accesso, orientamento e inclusione, contribuendo alla riduzione delle barriere informative, procedurali e relazionali, in particolare in ambito sanitario, con specifico riferimento alle donne che accedono ai servizi di cura del Servizio Sanitario Nazionale e ai percorsi offerti dai consultori, dove la mediazione risulta fondamentale per garantire una presa in carico più consapevole e appropriata.
È stato inoltre approfondito il senso complessivo della sperimentazione, intesa come dispositivo di innovazione sociale finalizzato all’analisi dei bisogni emergenti e alla costruzione di modelli organizzativi più efficaci e replicabili. Gli esiti delle attività di valutazione hanno confermato che le principali barriere all’accesso ai servizi non derivano esclusivamente da fattori individuali o linguistici, ma anche da elementi di natura organizzativa, quali la frammentazione dei servizi stessi, la complessità delle procedure e le difficoltà di orientamento nel sistema territoriale.
I lavori si sono conclusi con la tavola rotonda “Accessibilità ed equità nei servizi territoriali: pubblico e Terzo settore in dialogo”, moderata da Piero D’Argento, esperto in processi partecipativi e valutazione dei servizi sociali. Il confronto tra partner istituzionali e del Terzo settore ha evidenziato la necessità di rafforzare stabilmente le forme di collaborazione tra pubblico e privato sociale, promuovendo interventi sempre più personalizzati, integrati e orientati alla prossimità territoriale. Al tavolo era inoltre presente la responsabile dell’Area sostegno all’inclusione attiva dell’ambito Fg-Bat di Arpal Puglia. Il tavolo ha contribuito ad arricchire il confronto e a garantire una dimensione più ampia e globale dell’analisi, in grado di integrare prospettive educative, sanitarie e sociali.
L’evento ha rappresentato un momento significativo di sintesi, consolidamento e rilancio delle esperienze progettuali, confermando la centralità del lavoro di rete quale strumento essenziale per la costruzione di servizi pubblici più accessibili, equi e capaci di rispondere in modo efficace ai bisogni dei cittadini migranti e delle comunità territoriali.
